Gli animali possono prevedere i terremoti?

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PIC: Wikimedia

 

L’ipotesi che gli animali possano prevedere i terremoti risale a diversi secoli fa.

Già nel 373 a.C. gli storici della città di Elice (Grecia) documentarono che molti animali, tra cui topi, serpenti e donnole fuggirono pochi giorni prima dell’arrivo di un devastante terremoto.

Altri episodi simili vennero riportati in seguito: pescigatto in movimento frenetico, polli che smettono di fare le uova ed api che abbandonano l’alveare, animali domestici come cani e gatti che ci comportano in maniera strana prima delle scosse.

Tuttavia, non è noto precisamente cosa gli animali sentano e percepiscano in questi casi (sempre che sentano qualcosa). Alcuni scienziati hanno proposto che siano in grado di percepire le vibrazioni della terra prima degli esseri umani, altri che si accorgano di mutamenti di tipo elettrico nell’aria o nei gas rilasciati durante una scossa.

I terremoti sono un fenomeno improvviso. I sismologi non hanno alcun modo di sapere esattamente quando o dove il prossimo terremoto potrà colpire; è stimato che ogni anno vi siano circa 500.000 terremoti rilevabili in tutto il mondo: di questi, 100.000 sono percepibili dall’uomo e circa 100 possono causare danni.

Uno dei paesi più a rischio dal punto di vista sismico è il Giappone, dove la devastazione dei terremoti ha mietuto un gran numero di vittime e causato enormi danni alle proprietà. I ricercatori giapponesi hanno a lungo studiato gli animali, sperando di poter scoprire finalmente cosa sentano prima che la terra inizi a tremare e utilizzare questa abilità in linea preventiva.

I sismologi americani, d’altro canto, sono scettici. Nonostante vi siano stati casi documentati di strani comportamenti da parte degli animali prima dei terremoti, il centro governativo USA di sismologia (United States Geological Survey) afferma che una sicura connessione tra il comportamento animale e i terremoti non sia mai stata confermata.

“Abbiamo soltanto molti aneddoti” afferma Andy Michael, geofisico del USGS. “Gli animali reagiscono ad un sacco di cose – essere affamati, difendere il loro territorio, accoppiarsi, ai predatori – quindi è difficile condurre uno studio controllato per identificare quel preciso segnale d’allarme che potrebbero darci”.

“Negli anni ’70 furono effettuati alcuni studi sull’argomento, sempre da parte dell’USGS, ma nessuno di questi diede frutti convincenti” ribadisce Michael. Da allora l’agenzia non si è più occupata di investigare sul fenomeno.

Strani comportamenti nei cani

Altri ricercatori in giro per il mondo, tuttavia, continuano ad inseguire questa ipotesi. Nel settembre del 2003 un medico giapponese propose uno studio che indicava che strani comportamenti nei cani, come abbaiati e tendenza a mordere, potevano essere utilizzati per prevedere i terremoti.

Vi sono stati alcuni casi nei quali le autorità hanno previsto con successo dei terremoti, basandosi in parte sull’osservazione degli animali.

Per esempio, nel 1975 il governo cinese ordinò l’evacuazione di Haicheng, una città da 1 milione di abitanti, soltanto pochi giorni prima di un terremoto di magnitudo 7.3. La manovra fu provvidenziale e salvò la vita a moltissime persone; rimasero uccise 2000 persone, ma secondo alcune previsioni senza l’evacuazione ne sarebbero morte più di 150.000.

L’episodio di Haicheng fu quello che accese la speranza di poter prevedere i terremoti grazie agli animali, e diede la spinta a vari studi come quello dell’USGS (vedi sopra).

Fu scoperto in seguito, tuttavia, che una rara serie di scosse minori aveva colpito la città prima dell’enorme terremoto di Haicheng.

“Furono le piccole scosse precedenti che diedero la conferma della previsione al governo cinese.” afferma Michael.

“Nonostante ciò, i cinesi continuarono a studiare il comportamento animale in questi frangenti, e ottennero altri successi e qualche falso allarme” riporta Rupert Sheldrake, biologo e psicologo del comportamento animale.

Secondo Rupert, una connessione tra il comportamento animale ed i terremoti può essere confermata in alcuni casi, ma è importante notare che soltanto determinati terremoti causano queste particolari reazioni. “Soltanto attraverso la ricerca è possibile capire il fenomeno a fondo” afferma Rupert.

Sheldrake condusse anche i suoi personali studi sull’argomento, per esempio analizzando le reazioni degli animali prima del terremoto di Northridge (California) nel ’94 e i grandi terremoti in Grecia e Turchia nel 1999.

In tutti questi casi, affermò, furono riportati comportamenti degni di nota da parte degli animali, tra cui cani che ululano nella notte, uccelli in gabbia inquieti, gatti innervositi in cerca di un nascondiglio.

I geologi, tuttavia, sminuiscono questo genere di allarmi da parte dei padroni di animali domestici, affermando che le persone ricordano strani comportamenti soltanto dopo che si verifica un terremoto o un’altra catastrofe. In altre parole si sta mischiando casualità e correlazione: il cane potrebbe aver abbaiato per caso, e siamo noi a ricondurre il comportamento al terremoto. Per poter insinuare una connessione del genere bisognerebbe avere raccolto più dati, e non limitarsi al caso isolato. Un cane che abbaia non ha alcun peso nello stabilire una correlazione, 100 cani che abbaiano potrebbero averne.

La visione di Sheldrake

Rupert Sheldrake è convinto che sia possibile stabilire una connessione tra il comportamento animale ed i terremoti.

Ulteriori studi sono necessari, afferma, per poter discernere la questione. La proposta di Sheldrake è la creazione di un numero telefonico o un sito internet dove le persone possano riferire strani comportamenti animali; tramite un computer verrebbe poi analizzata la provenienza dei vari messaggi, e un’improvvisa frequenza di messaggi o chiamate da un particolare territorio potrebbe indicare l’arrivo di un terremoto.

Le informazioni dovrebbero poi essere integrate per assicurarsi che i comportamenti anomali non siano stati causati da altre circostanze, quali fuochi d’artificio o importanti mutamenti nel meteo.

Oltre a ciò, i dati verrebbero integrati anche da misurazioni dei sismologi.

“Un tale progetto catturerebbe l’immaginazione delle persone, e incoraggerebbe la partecipazione dei cittadini nella ricerca” afferma Sheldrake. “Quello che ostacola un progetto del genere è soltanto il dogmatismo e la mancanza di apertura mentale”.

Riflessioni su Sheldrake

La visione di Rupert Sheldrake è eccitante e nutre la nostra curiosità, tuttavia è forse un po’ ingenua e non basata su solide prove scientifiche. Bisogna precisare che Sheldrake è stato accusato anche di pseudoscienza, soprattutto riguardo alla sua teoria della risonanza morfica (memoria collettiva dei sistemi viventi).

Detto ciò, è vero anche che con le tecnologie attuali e lo sviluppo di internet, una proposta come la sua non appare difficile da mettere in atto, o quantomeno provarci.

Il terremoto di Haicheng nel 1975: uno dei pochi terremoti previsti con successo

Il terremoto di Haicheng è il più famoso terremoto previsto con successo della storia. Il disastro fu valutato a 7.3 gradi della scala Richter, associati a distruzione totale delle infrastrutture e delle proprietà.

La sua prevenzione fu resa possibile da vari fattori, tra cui dei mutamenti nelle falde acquifere e nell’altitudine di alcuni terreni, e un gran numero di strani comportamenti animali riportati dai cittadini.

Tuttavia, fu fondamentale la presenza di piccole scosse precedenti al sisma principale; già nel Dicembre 1974, più di un mese prima del terremoto (che colpì il 4 Febbraio 1975), vennero osservati strani comportamenti animali: topi e serpenti apparivano come “bloccati” sulle strade, incapaci di proseguire, probabilmente raggelati dalle scosse minori in corso.

Nei primi del Febbraio 1975 questi comportamenti aumentarono moltissimo: mucche e cavalli apparivano agitati, i polli rifiutavano di restare nei pollai e le oche prendevano il volo con grande frequenza.

Tutti questi segnali, uniti ai report dei sismologi che avevano rilevato un aumento delle scosse (le piccole scosse precedenti al sisma) convinsero finalmente il governo cinese ad evacuare la città, salvando quasi 150.000 persone.

L’esperienza di Haicheng si può ripetere?

I sismologi sono concordi nell’affermare che il terremoto di Haicheng NON può essere preso a modello per prevenire futuri terremoti, in quanto le scosse a grappolo precedenti giocarono un ruolo fondamentale nella previsione, e non sono una costante di tutti i terremoti.

Una serie di scosse preventive come queste, capaci di causare reazioni negli animali già un mese prima rispetto alla data del terremoto, è una condizione oltremodo rara.

Sfogliando la letteratura scientifica riguardo alle scosse premonitrici, le statistiche indicano che sono presenti circa nel 40% dei terremoti medio-grandi e nel 70% dei terremoti con magnitudo maggiore di 7.

Potrebbero sembrare percentuali enormi, tuttavia è importante precisare che i dati riportano la presenza di ALMENO una scossa osservabile. Se si tratta di una singola scossa, o anche di 2, è altamente improbabile che possa fornire spunto per un’eventuale previsione.

Il numero di scosse potrebbe salire forse soltanto nel caso di disastri come il terremoto di Haicheng.


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