Il grafene potrebbe fornire energia pulita illimitata in futuro. 

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Pic: Wikimedia

In uno studio dell’Università dell’Arkansas, i ricercatori hanno analizzato i movimenti del grafene, il materiale definito anche “miracoloso”, composto da un singolo strato di atomi di carbonio e scoperto nel 2004.

La produzione del grafene era ritenuta impossibile fino a tempi relativamente recenti, poiché si tratta di un materiale bi-dimensionale e teoricamente non dovrebbe esistere; la sua esistenza è resa possibile grazie alla fluttuazione degli atomi di carbonio (moti Browniani).

La ricerca

Nella ricerca, pubblicata in Physical Review Letters, il ricercatore Paul Thibado ha osservato il grafene usando un microscopio ad effetto tunnel, uno speciale strumento in grado di visualizzare le superfici a livello atomico.

Il team ha osservato che, a scale infinitesimali, il foglio di grafene mostrava movimenti più ampi, insieme ai già noti moti browniani degli atomi.

Questi movimenti possono essere utilizzati per produrre correnti elettriche, afferma Thibado, e poiché sono perpetui, possono costituire una sorgente di energia illimitata.

Usando un foglio di grafene di 10 micron, i ricercatori affermano di aver prodotto 10 microwatts di potenza in maniera continua e senza perdite.

Applicazioni 

Thibado ha affermato in un video che creando batterie in grado di sfruttare i moti potremmo avere fonti di energia portatili illimitate: lo strumento è stato denominato Vibration Energy Harvester (Raccoglitore di energia di vibrazione) ed ha come sigla VEH; l’apparecchio usa un foglio di grafene tra due elettrodi per produrre una corrente alternata.

“Se usassimo questo strumento per alimentare un orologio, non avremmo mai bisogno di cambiare la batteria. E’ un nuovo tipo di batteria illimitato”.

Il grafene ha già una grande varietà di possibili applicazioni, tra cui pannelli solari più efficienti, schermi piatti più sottili, e molte altre. Tuttavia, questa sembra essere davvero la più interessante.

Problemi? 

Il problema principale della ricerca è attualmente la quantità di corrente prodotta: 10 microwatt prodotti da 10 micron sembrano pochi, e i costi di produzione del grafene sono ancora ingenti.

Nonostante ciò, non vediamo l’ora di osservare gli sviluppi di questo filone di ricerca.