Astronomi potrebbero aver scoperto l’esistenza di un altro universo

0
10459

Pic: the royal astronomic society

Gli astronomi sono stati per anni confusi da una strana anomalia rilevata nello spazio profondo, all’incredibile distanza di ben 1.8 miliardi di anni luce, detta “Punto freddo” (Cold Spot).

L’area è leggermente più fredda dello spazio che la circonda, circa 0.00015 gradi Celsius in meno, ed è stata individuata analizzando la radiazione di fondo dell’universo.

Inizialmente, gli astronomi ritenevano che l’area fosse più fredda semplicemente poiché conteneva meno materia rispetto ad altre sezioni di cosmo, secondo le stime 10.000 galassie in meno di altre parti.

Secondo un nuovo studio connesso alla Royal Astronomical Society, tuttavia, sembra essere chiaro che questo “super vuoto” di galassie non esiste, e di conseguenza non è una valida spiegazione alla differenza di temperatura.

Altri universi? 

Gli astronomi hanno trovato un insieme di “piccoli vuoti”, invece che rilevare un’unica grande area con meno materia; perché questi spieghino la differenza di temperatura, sarebbe necessario un modello non-standard dell’universo.

Il ricercatore Ruari Mackenzie ha affermato: “I nostri dati escludono l’esistenza di un modello non standard.”

Le simulazioni suggeriscono inoltre che esiste soltanto un 2% di possibilità che il punto freddo si sia formato in maniera random.

“Non possiamo escludere completamente che il Punto Freddo si sia formato da una fluttuazione non spiegabile con il modello cosmologico standard. Ma se questo non è il caso, è doveroso considerare altre spiegazioni. La più eccitante è che il Cold Spot si sia formato dalla collisione tra il nostro universo ed un altro universo bolla.”

Se altri studi più dettagliati sopporteranno questo studio preliminare in futuro, il Punto Freddo potrebbe davvero costituire la prima prova dell’esistenza del multiverso, teoria che ha affascinato gli astronomi da tempo immemore.