Le persone preferiscono i cani alle altre persone, secondo uno studio 

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Pic: Flickr

Molte persone dichiarano apertamente di amare più gli animali, in particolare i cani, rispetto agli altri membri della loro specie (Homo sapiens).

Pensiamo alla scena di guerra di un film, in cui un cane ed il suo padrone attraversano il campo di battaglia tra spari ed esplosioni: siete più in apprensione per l’incolumità della persona, o per quella  del cane?

In molti risponderebbero che il cane suscita in loro più empatia, forse anche perché (e non sarebbe la prima volta) è stato messo in una situazione di pericolo dal suo padrone umano, a sua completa insaputa.

Lo studio 

Tuttavia, soltanto con gli aneddoti non si dimostra nulla, ed è per questo che un team di psicologi ed antropologi ha addirittura condotto un intero studio sull’argomento, utilizzando metodiche scientifiche, e suggerendo che effettivamente le persone provino più empatia per i cani rispetto ai loro simili.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Society & Animals” e condotta da un team dell’Università Colorado Boulder e Northeastern University Boston, ha riscontrato che soltanto i bambini in situazioni di pericolo provocano reazioni empatiche maggiori dei cani.

Come si è svolto 

Lo studio ha considerato 256 studenti a cui sono state presentate false notizie di aggressioni su diversi soggetti: bimbo di 1 anno, adulto di 30 anni, giovane cucciolo, cane di 6 anni. Tutti questi erano, nei falsi fatti di cronaca, coinvolti in un pestaggio con una mazza da baseball, con gravi ferite.

L’idea di base era il fatto che, più la vittima era vulnerabile, maggiori sarebbero state le reazioni empatiche degli individui. Dai risultati è emerso che i livelli di empatia per il bambino, il cucciolo, ed il cane erano più o meno simili, mentre nel caso dell’adulto, minori.

“Aggiungiamo inoltre che le partecipanti femmine sono state più empatiche verso ogni vittima rispetto ai partecipanti maschi.” hanno scritto gli autori nel loro studio.

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Perché? 

La ragione di questi risultati sembra essere il fatto che percepiamo nei cani il medesimo livello di vulnerabilità dei bambini; in altre parole, ci sembrano fragili ed incapaci di proteggersi da soli. Quest’ipotesi è sostenuta anche da altri studi, che indicano che i cani sono spesso dei “bambini con il pelo”, per i loro padroni.

Ispirazioni per lo studio 

L’ispirazione per lo studio proviene parzialmente dall’attenzione di un fatto di cronaca, riguardante i social media. Nella zona di Phoenix, un pitbull attaccò un bimbo di 4 anni, sbranandolo al punto da lasciargli profonde ferite e costringendolo a sottoporsi a chirurgia ricostruttiva.

Il cane fu minacciato di eutanasia, e fu indetta una campagna online per salvarlo; in poche settimane, la pagina del cane aveva più di 40.000 like, mentre la pagina che supportava il ragazzo soltanto 500.

Un altro episodio analogo riguarda una campagna di raccolta fondi, che si servì prima di una foto di un cane per la pubblicità e in seguito di quella di un ragazzo affetto da distrofia muscolare; la campagna fondi guadagnò circa il doppio dei click grazie all’immagine del cane.

Risultati

Nonostante sia sbagliato dare per certo che le vittime animali causino sempre una risposta emotiva maggiore rispetto agli esseri umani, lo studio sembra suggerire che questo è vero quando tutto ciò che sappiamo sugli adulti è che sono stati vittime di aggressione.

Considerazioni 

La fedeltà dei cani per il loro padrone è nota da sempre, ed è stata dimostrata da diversi studi; l’ultimo di questa serie suggerisce che i cani ci osservano e modificano le loro espressioni facciali per causare una reazione positiva da parte dei padroni. Esattamente come le persone, sanno manipolarci per fare in modo che li apprezziamo.