Oggetto non identificato avvistato nel nostro Sistema Solare

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Pic: NASA JPL Caltech

Lo scorso mese potremmo avere avvistato il primo oggetto interstellare a fare il suo ingresso nel nostro Sistema Solare, e forse ora sappiamo da dove proviene.

L’oggetto, di nome A/2017 U1 e con un diametro di 400 m, è stato soprannominato Oumuamua, parola che in Hawaiano significa “primo messaggero”, ed ha causato grande eccitazione quando è stato avvistato in Ottobre. Il suo percorso attorno al Sole suggerisce che provenga da un altro sistema planetario, all’esterno del nostro sistema solare, e la sua velocità sembra essere tra i 26.000 m/s e gli 87.000 m/s, una velocità così grande che gli ha permesso di non essere catturato dall’attrazione gravitazionale del Sole, nemmeno quando è passato a soli 37 milioni di km dalla stella.

Secondo tre ricercatori, l’oggetto proviene da un sistema stellare “vicino”, distante tra i 163 e i 277 anni luce (costellazione della Carina e della Colomba). Sembra che abbia iniziato il suo viaggio circa 40 milioni di anni fa, e altri oggetti simili ad esso potrebbero arrivare verso di noi in futuro.

“Credo che altri oggetti simili siano in viaggio verso di noi, dalla medesima direzione” ha riferito Eric Galdos (Università delle Hawaii).

Gli scienziati hanno potuto trarre le loro conclusioni considerando i dati della missione Gaia (ESA), che sta tentando di registrare i movimenti di ben 1 miliardo di stelle nella nostra galassia.

Cos’è l’oggetto? 

L’oggetto sembra essere o una cometa, o un asteroide, ma sulla sua composizione si sa poco o nulla, per ora. La scoperta è epocale poichè si tratta del primo oggetto interstellare mai avvistato dall’uomo nel sistema solare nella storia dell’astronomia.

Le osservazioni indicano che non è presente ghiaccio, suggerendo che si tratti di un asteroide e non di una cometa. Ciò suggerisce che si sia formato in una zona relativamente interna del suo sistema stellare, all’interno del limite in cui si può formare del ghiaccio per la lontananza dalla stella (nel nostro sistema solare, quella zona ad esempio è oltre l’orbita di Marte).

I ricercatori hanno inoltre potuto stimare le dimensioni del pianeta che ha inviato questa roccia verso di noi: a quanto pare, si tratta o di una super-Terra, e quindi un pianeta potenzialmente roccioso ma più grande del nostro, oppure un gigante gassoso di 20 o 30 masse terrestri.

Altri visitatori 

In futuro possiamo aspettarci altri visitatori interstellari all’interno del nostro Sistema Solare, e secondo uno studio il Large Synoptic Survey Telescope in Cile, che entrerà in attività nel 2022, potrebbe identificare almeno un oggetto interstellare all’anno.

 L’oggetto A/2017 U1. Queen’s university Belfast