Gli USA rimangono l’unica nazione nel mondo a rifiutare il patto di Parigi

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Pic: WIKIMEDIA

Gli Stati Uniti d’America rimangono ufficialmente l’unica nazione a non firmare il Patto di Parigi, accordo internazionale per limitare l’inquinamento atmosferico nel tentativo di fermare il pericolosissimo riscaldamento globale.

Incredibilmente, anche la Siria (oggi uno dei luoghi più violenti del pianeta a causa della guerra) ha appena annunciato alla conferenza del clima COP23 a Bonn che firmerà l’accordo di Parigi.

“Ogni nazione nel mondo, ora anche la Siria, intende limitare il cambiamento climatico, mentre Donald Trump ha preso una posizione pericolosa ed imbarazzante ritirando gli USA dall’accordo.” ha dichiarato Michael Brune, presidente di Sierra Club (organizzazione USA a favore dell’ambiente).

“L’amministrazione Trump dovrebbe fare una pausa e riflettere sulle conseguenze dell’uscita dal patto di Parigi”.

La partecipazione della Siria al patto di Parigi, nonostante le sue emissioni non siano ingenti, è emblematica, poiché anche questa nazione, attualmente devastata da una sanguinosa guerra civile, ha ritenuto doveroso considerare l’importante accordo prendendosi il tempo di firmare.

Nessun governo nega il cambiamento climatico 

Gli USA si confermano quindi l’unico governo a livello mondiale a rifiutare le posizioni della comunità scientifica, che è unanime nell’affermare la gravità del cambiamento climatico e le sue origini antropiche (è causato dall’uomo con emissioni di CO2 e altri gas serra).

Cosa prevede l’accordo 

L’obiettivo è quello di prevedere un accordo per fissare l’obiettivo di limitare l’incremento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (°C) rispetto ai livelli pre-industriali. L’accordo prevede un’emissione antropica di gas serra pari a zero da raggiungere durante la seconda metà del XXI secolo. Nella versione adottata dell’Accordo di Parigi, le parti si impegneranno anche di “proseguire gli sforzi per” limitare l’aumento della temperatura di 1,5 °C. Secondo alcuni scienziati, l’obiettivo di 1,5 °C richiederà l’inizio delle “emissioni zero” a partire da un periodo compreso tra il 2030 e il 2050.