L’Arabia Saudita è la prima nazione a dare la cittadinanza ad un robot

0
5523

Pic: Youtube

Durante una strana conferenza di fronte a centinaia di spettatori, l’umanità ha assistito per la prima volta all’assegnazione della cittadinanza ad un robot, di nome Sophia.

E’ difficile capire bene cosa significhi cittadinanza per una macchina, ma ciò che sembra essere chiaro nella faccenda è il fatto che il robot abbia più diritti di una vera donna, in Arabia Saudita.

Sophia, e l’intelligenza artificiale che la gestisce, è stata sviluppata da Hanson Robotics, un’azienda di Hong Kong. Il robot è un’ottima simulazione di intelligenza artificiale “cosciente”, anche se non lo è realmente; si serve di software per il riconoscimento facciale (capisce l’umore dell’interlocutore), ed è in grado di dialogare usando un algoritmo probabilistico, che sceglie da un semplice ventaglio di possibilità (un programma simile a quello dei chatbots: quando dici X, lui risponde Y).

I ricercatori hanno dotato Sophia anche di un apparente senso dell’ironia, poiché quando è stata interpellata riguardo alla cittadinanza al “The tonight show”, ha scherzato dicendo “questo è un grande passo nel mio piano per dominare il genere umano” seguito da risatine robotiche e la precisazione “sto solo scherzando”.

Durante la conferenza Sophia ha inoltre esordito dicendo che le persone non dovrebbero ascoltare Elon Musk riguardo alla possibilità di un’apocalisse dell’ intelligenza artificiale, aggiungendo in modo sinistro “non preoccupatevi, sarò buona con voi, se voi lo siete con me”.

La capacità di Sophia di formulare frasi ironiche (anche se precedentemente programmate dai ricercatori) è fantastica da ammirare, ma la vicenda ha sicuramente un lato oscuro, poiché a differenza di molte donne in Arabia Saudita, Sophia ha avuto la possibilità di parlare in pubblico senza dover indossare una sciarpa per il volto e senza la presenza di un uomo che le desse il permesso.