Trattamento fa riprendere conoscenza a paziente in stato vegetativo da 15 anni

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Pic: Attività cerebrale prima e dopo stimolazione vagale in paziente in stato vegetativo. Corazzol Et AL

Un team di scienziati al Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica ha usato una tecnica di stimolazione nervosa per indurre segni di coscienza in un paziente rimasto in stato vegetativo per circa metà della sua vita.

Lo sfortunato individuo è ancora lontano dal riprendere completamente conoscenza, ma il suo caso dimostra che lo stato di coscienza può essere ripristinato dopo un tempo molto più lungo di quanto si credesse.

Il nervo vago, fibra nervosa che connette il cervello a diverse aree dell’addome, può essere stimolato elettricamente determinando miglioramenti in pazienti con depressione o epilessia; ha inoltre un ruolo nel permetterci di passare dallo stato di sonno a quello di veglia, e nel tenerci allerta.

Mettendo insieme questi pezzi, la Dottoressa Angela Sirigu si è chiesta se il vago potesse avere un ruolo nel ristabilire lo stato di coscienza in pazienti con stato vegetativo persistente.

Più una persona rimane in stato vegetativo, più è probabile che non riprenderà conoscenza, in particolare per sua iniziativa. Per essere certi che ogni risposta del paziente fosse il risultato del trattamento, Sirigu ha scelto un paziente che fosse rimasto molto tempo in stato vegetativo (e senza miglioramenti). Il paziente in questione (che rimarrà anonimo) è rimasto in coma vegetativo per ben 15 anni, dopo un incidente d’auto subito a 20 anni d’età.

Dopo un mese di stimolazione del nervo vago con una corrente elettrica di circa 1 milliampere, l’uomo è stato in grado di girare la testa quando gli fosse stato richiesto dai medici; i suoi occhi sono stati inoltre capaci di seguire un oggetto in movimento, e ha potuto stare sveglio più a lungo del solito. Il paziente ha mostrato inoltre di aprire i suoi occhi maggiormente quando vedeva il volto di una persona avvicinarsi al suo.

Sirigu scrive in Current Biology che l’elettroencefalogramma (EEG) ha mostrato un’aumentata attività cerebrale, incluse le onde theta (usate per definire le differenze tra stati di veglia o sonno). L’attività metabolica della corteccia cerebrale è inoltre risultata migliore.

Stato del paziente 

I test hanno permesso di cambiare la definizione della condizione del paziente da “stato vegetativo” a “stato di coscienza minimo” ; Sirigu ha aggiunto inoltre: “Il recupero della plasticità cerebrale è risultato possibile anche quando non sembravano esserci più speranze.”

Il limite di tempo oltre il quale non si intravedono miglioramenti è solitamente 1 anno, e dopo 15, i progressi sono davvero rari per non dire impossibili.

Come è possibile 

Il nervo vago esercita la sua azione sul cervello inducendo il rilascio di norepinefrina (ormone anche noto come noradrenalina); la noradrenalina funziona come neurotrasmettitore, incrementando lo scambio di informazioni tra le regione cerebrali.

Sirigu ha affermato che, oltre a dare nuove speranze alle persone che hanno i loro cari in stato vegetativo, lo studio contribuisce inoltre a fornire informazioni riguardo a dove risieda la coscienza nel cervello umano.