Antico papiro spiega come fu costruita la Grande Piramide di Giza

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Pic: Nina Aldin Thune

Un nuovo documentario andato in onda su Channel 4 (tv inglese) la scorsa settimana ha annunciato che, grazie ad un papiro rinvenuto nell’antico porto di Wadi al-Jarf (Mar Rosso), oggi gli archeologi possono finalmente farsi un’idea di come fu costruita la Grande Piramide.

Tra i documenti scoperti nel sito negli ultimi 6 anni, un team di archeologi Franco-Egiziano ha rinvenuto il diario di Merer, un funzionario coinvolto nella costruzione della Grande Piramide. I ricercatori sono stati in grado di apprendere riguardo a un periodo di 3 mesi di vita dell’antico Egiziano.

I documenti hanno più di 4500 anni, e sono tra i più antichi papiri mai rinvenuti; ci offrono un’occasione unica per conoscere info sulla vita degli egiziani sotto il regno del Faraone Khufu, e sono il primo racconto in prima persona sulla costruzione della Grande Piramide.

La Grande Piramide è la più antica delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, e l’unica rimasta intatta fino ai giorni nostri; la sua costruzione avvenne in circa 20 anni di lavoro estenuante, e fu terminata intorno al 2560 a.C.

L’enorme monumento funerario è alto 139 m ed è stato costruito usando calcare estratto nelle cave di Tora, vicino al fiume, e granito proveniente da Aswan, che si trova a ben 800 km a sud rispetto alla sua posizione. Il metodo con cui questi enormi blocchi di pietra furono trasportati è stato a lungo oggetto di speculazione (e le teorie del complotto proposero addirittura un aiuto di origine aliena).

Merer 

Merer descrive con precisione come il calcare fu trasportato da Tora sopra barche, una delle quali fu rinvenuta ai piedi delle piramidi; i blocchi di pietra furono spostati sul Nilo grazie ad uno speciale sistema di canali, costruiti per l’occasione e con sbocco il più possibile vicino al sito delle piramidi.

Una volta a destinazione, vennero fatti muovere (probabilmente grazie a bastoni con funzione di ruote) su speciali percorsi.

Zahi Hawass, archeologo egiziano ed ex ministro dei beni culturali ha dichiarato che “si tratta della più grande scoperta in Egitto del 21esimo secolo.”