10 foto della sonda Cassini da non perdere assolutamente

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Pic: NASA JPL-Caltech

La sonda Cassini, recentemente sprofondata intenzionalmente nella densa atmosfera di Saturno per evitare che contaminasse potenziali forme di vita sul satellite Encelado, è stata in servizio per molto tempo.

La sonda, delle dimensioni di un’auto, partì nel 1997, ed impiegò 7 anni per giungere a destinazione intorno a Saturno nel 2004.

Per ben 13 anni, Cassini ha raccolto dati grazie ai suoi sofisticati strumenti (spettrometro, magnetometri, radar, e fotocamere).

Nonostante molti di questi dati siano comprensibili soltanto agli addetti ai lavori, le immagini che Cassini ci ha inviato hanno permesso a chiunque di ammirare la regione intorno al gigante gassoso.

Ecco alcune delle foto che non dovete assolutamente perdere.

La Terra da Saturno 

Photo: NASA/ JPL-Caltech/Space Science Institute

Vi ricordate che stavate facendo il 19 Luglio 2013? Quel giorno, la posizione di Cassini permise di scattare una foto davvero fenomenale: quel piccolo puntino blu, indicato dalla freccia, è la Terra, a ben 1.44 miliardi di km di distanza.

L’immagine è la terza foto della Terra mai ripresa dal sistema solare esterno; qui l’immagine completa da scaricare.

Anelli e Tethys 

Photo: NASA/ JPL-Caltech/Space Science Institute

Tethys è la quinta luna di Saturno per grandezza, ed è composta quasi esclusivamente da ghiaccio, con piccole quantità di roccia.

Grazie alla sua composizione, è altamente riflettente e brillante; in quest’immagine non è illuminata dalla luce solare, bensì da quella riflessa di Saturno.

Cassini ha potuto individuare sulla superficie di Tethys materiali mai scoperti su nessun altro corpo celeste del sistema solare.

Il grande Esagono 

NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Il polo Nord di Saturno è diverso da qualsiasi altro nel Sistema Solare, ed è caratterizzato da un enorme pattern esagonale permanente, formato da nuvole.

I lati di questo esagono sono lunghi circa 13800 km, che è più del diametro della Terra.

Tra il 2012 e il 2017, l’esagono cambiò colore, diventando da blu a giallo oro; i ricercatori della NASA pensano che questo sia causato da reazioni tra la luce solare e particelle atmosferiche.

Titano

NASA/JPL/University of Arizona/University of Idaho

Titano, la più famosa luna di Saturno, è solitamente avvolto da un’opaca atmosfera. Utilizzando i suoi strumenti ad infrarossi, Cassini ha potuto ricostruire i dettagli della sua superficie.

Il colore della fotografia non è il reale colore di Titano, che in realtà tende al marrone-arancione. I colori nell’immagine rappresentano le differenti lunghezze d’onda nell’infrarosso.

La presenza di acqua e laghi di idrocarburi su Titano lo renderebbe adatto a sostenere grandi colonie di esseri umani, una volta sviluppate le tecnologie necessarie.

I geyser di Encelado 

Photo: NASA/ JPL-Caltech/Space Science Institute

La scoperta più grande di Cassini è forse la presenza di acqua liquida su Encelado e Titano: la prima di queste è davvero spettacolare.

Scoperti sulla luna ghiacciata nel 2005, questi geyser di vapore acqueo e particelle ghiacciate provengono dagli oceani di acqua liquida sotto la superficie di Encelado. Cassini riuscì addirittura a passare molto vicina a questi getti d’acqua, scoprendo la presenza di idrogeno molecolare.

Questo rende Encelado un posto davvero promettente per la ricerca di vita extraterrestre: le sorgenti termali presenti sul satellite potrebbero fornire energia per la vita in mancanza di adeguata radiazione solare.

Abbondanza di lune 

NASA/JPL/Space Science Institute

Questa incredibile immagine mostra 5 delle 53 lune di Saturno.

Da sinistra: Janus, Pandora, Encelado, Mimas (parzialmente oscurata), ed in secondo piano Rhea, il secondo satellite per grandezza.

Tre lune crescenti 

NASA/JPL/Space Science Institute

L’immagine ricorda facilmente fotogrammi di Avatar o Star Wars: tre lune di Saturno in stato di luna crescente.

Titano è la più grande, poi vediamo Rhea, ed infine la più piccola è Mimas.

La Rosa 

NASA/JPL/Space Science Institute

Al centro dell’esagono del polo nord di Saturno si trova una forte tempesta permanente, con potenti vortici.

L’occhio della tempesta è grande 2000 km, con vento che raggiunge ben 150 m/s (circa 500 km/h).

In quest’immagine a falsi colori il rosso indica nuvole ad altitudine più bassa, mentre il verde nuvole ad altitudine più alta.

Hyperion spugnoso 

NASA/JPL/Space Science Institute

Cassini volò molto vicina alla luna Hyperion nel 2005, catturandone i dettagli della superficie (somiglia molto ad una spugna marina).

Hyperion ha una bassa densità ed è altamente porosa, e presenta una bassa forza di gravità; le cause del suo aspetto non sono ancora completamente note.

Aurora di Saturno 

NASA/JPL/University of Arizona/University of Leicester

La Terra non è l’unico pianeta a presentare aurore sul polo nord e sud; nel 2010 Cassini riuscì a catturare immagini ad infrarossi del polo Sud di Saturno che permisero di studiare per la prima volta l’aurora del pianeta.

L’aurora si forma quando il vento solare interagisce con plasma nella parte alta dell’atmosfera, e produce luce. La magnetosfera del pianeta dirige le particelle di vento solare verso i poli.