Scoperti indizi della presenza di acqua in TRAPPIST-1 

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Pic: NASA JPL-Caltech

La notizia è davvero uno scoop: grazie al telescopio Hubble, gli astronomi hanno scoperto prove inequivocabili del fatto che i pianeti del sistema TRAPPIST-1 potrebbero ospitare grandi quantità di acqua (e potenzialmente la vita).

La scoperta di ben 7 pianeti simili alla Terra su TRAPPIST-1 risale a qualche mese fa, ed ha certamente scosso la comunità scientifica, poiché il sistema è relativamente vicino (40 anni luce) e almeno 3 di questi pianeti si trovano nella zona abitabile in orbita intorno ad una stella nana rossa.

Come è stato scoperto 

I ricercatori hanno studiato la radiazione ultravioletta proveniente dai pianeti, in grado di rompere i legami tra le molecole di acqua atmosferica (vapore acqueo) producendo idrogeno ed ossigeno.

Ingenti quantità di gas idrogeno sembrano essere fuggite dall’atmosfera dei pianeti di TRAPPIST-1, e sono stati identificate da Hubble. Questo è un possibile indicatore che l’atmosfera di questi pianeti sia ricca di vapore acqueo.

Impressione artistica del pianeta Trappist 1f – NASA JPL-Caltech

Altri dettagli 

Lo studio si è concentrato su quanta acqua possano aver perso i pianeti, non quanta ne contengano attualmente; i pianeti più interni del sistema sembrano aver perso circa 20 oceani d’acqua terrestri negli ultimi 8 miliardi di anni.

I pianeti più esterni invece (meno irradiati dalla stella) dovrebbero aver perso una quantità d’acqua pari a 3 oceani terrestri, e contenere attualmente ancora dell’acqua.

Ospitano la vita? 

Per ora è impossibile giungere a conclusioni, ma come ben sappiamo, la vita come la conosciamo si basa necessariamente su un ingrediente fondamentale: l’acqua.

Non sappiamo per certo se questi pianeti contengano acqua, ma lo studio ci ha permesso di ricavare info fondamentali su questo sistema stellare, che contiene il più alto numero di pianeti potenzialmente simili alla Terra.

Il futuro, tuttavia, è incredibilmente eccitante: il lancio del telescopio James Webb nell’ottobre 2018 aprirà nuovi orizzonti per studiare pianeti come questi in maniera approfondita e scoprire, forse, segni inequivocabili della presenza di vita aliena.