Fungo che si nutre di plastica scoperto in una discarica in Pakistan

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Pic: Wikimedia 

L’era in cui viviamo attualmente è detta antropocene, ed è caratterizzata dalla profonda influenza dell’uomo sul pianeta Terra; uno di questi aspetti è l’immane quantità di plastica che produciamo e accumuliamo sotto forma di rifiuto, poiché estremamente difficile da degradare. Miliardi di tonnellate di plastica si trovano oggi nelle discariche e negli oceani (dove formano isole gigantesche di rifiuti).

Tuttavia, sembra che la natura abbia trovato il modo di sfruttare questa plastica come nutrimento; Aspergillus tubingensis, una specie di fungo recentemente scoperta da un team di ricerca, ha mostrato di essere in grado di nutrirsi di plastica. In uno studio pubblicato su Environmental Pollution gli scienziati descrivono come l’organismo possa colonizzare campioni di poliuretano (plastiche che trovano impiego in svariati oggetti, come materassi o frigoriferi) degradandolo e scomponendolo in composti di cui si nutre.

Non è l’unico 

Non è la prima volta che vengono scoperti organismi che si nutrono di plastica; molti tipi di batteri sono in grado di scomporre i rifiuti plastici, e all’inizio del 2017 fu scoperto addirittura un bruco (il bruco della cera) che può naturalmente degradare certi tipi di plastica poiché simili come struttura chimica alla cera d’api (di cui si nutre).

Come sfruttarlo 

Queste scoperte sempre più frequenti dimostrano che l’ambiente stia reagendo all’attività umana, e la vita stia tentando di trarre vantaggio dalla situazione. Nonostante i biologi non abbiano ancora capito interamente come sfruttare le abilità di questi organismi, potrebbero fornirci strumenti per degradare le ingenti quantità di rifiuti che dobbiamo smaltire.

La natura si ribella 

Il fatto che alcuni organismi stiano evolvendo per nutrirsi di plastica o perfezionando le loro capacità, è anche incredibilmente inquietante. Oggi utilizziamo la plastica in qualsiasi momento della vita quotidiana, poiché è inerte e durevole e quindi sterile: la troviamo in imballaggi per il cibo, pace-makers, aerei giusto per citare un paio di esempi.

Inutile dire che dover lottare contro micro-organismi in grado di degradare facilmente la plastica rappresenterà un problema da non sottovalutare in futuro.