Cassini è sprofondata dentro Saturno. Le scoperte della missione

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Dopo 293 orbite di Saturno, 20 anni di missione e più di 3000 articoli scientifici, abbiamo dovuto dire addio alla sonda Cassini, importantissima negli ultimi decenni per comprendere i vari segreti del nostro sistema solare.

Alle 12.55 del 15 Settembre, Cassini ha inviato il suo ultimo segnale verso la Terra, prima di sprofondare un minuto dopo nella densa e letale atmosfera di Saturno, che ne ha causato il riscaldamento fino a migliaia di gradi °C ed in seguito la distruzione.

Cassini è stata intenzionalmente distrutta poiché stava terminando le sue riserve d’energia (batterie al plutonio), e i ricercatori volevano evitare che precipitasse verso una delle lune di Saturno che potrebbero potenzialmente ospitare la vita. La sonda potrebbe infatti trasportare materiale microbico della Terra, ed interferire in maniera irreparabile con un ipotetico ecosistema presente sui satelliti.

Immagine di Saturno scattata nel 2013. NASA JPL/Caltech

La missione 

In 13 anni di orbita intorno a Saturno, Cassini ci ha permesso di scoprire dettagli incredibili su Saturno e le sue lune, ed ha inviato verso la Terra struggenti fotografie di questi mondi lontani.

Cassini, frutto di una collaborazione tra USA ed Unione Europea, è certamente stata una delle missioni spaziali più ambiziose; il suo obiettivo sarebbe stato non solo orbitare intorno a Saturno, bensì anche atterrare sulla sua luna Titano grazie al piccolo lander Huygens.

La missione Cassini decollò il 15 Ottobre 1997 da Cape Canaveral, e dopo aver sorpassato Venere, Marte e Giove giunse finalmente nel sistema di Saturno il 1° Luglio 2004; tra i suoi obiettivi, la sonda (grande all’incirca come un’auto) avrebbe dovuto studiare Titano, la magnetosfera di Saturno, i suoi satelliti ghiacciati, il suo sistema di anelli, e altri aspetti del gigante gassoso.

Atterraggio su Titano 

Huygens, il piccolo lander di Cassini, fu distaccato dalla sonda Cassini il giorno di natale nel 2004, ed entrò nell’atmosfera di Titano pochi giorni dopo, discendendo dolcemente ed atterrando grazie all’aiuto di un paracadute. Huygens ci permise di ottenere le prime immagini di sempre della superficie di un mondo situato nella parte esterna del Sistema Solare, e rimane il solo atterraggio dell’uomo in questa regione.

Il lander ci inviò immagini di ciottoli levigati, probabilmente grazie all’azione di liquidi in movimento, e identificò la presenza di enormi laghi e mari di idrocarburi (es. metano). Togliendo la Terra, Titano è l’unico mondo che possieda bacini di liquido sulla superficie (per quanto ne sappiamo attualmente).

Huygens scoprì laghi e mari di idrocarburi su Titano grazie ad onde radar – NASA JPL-Caltech

Encelado: ospita la vita? 

La più grande scoperta di Cassini è forse risalente al 2005, quando la sonda scoprì pennacchi di acqua ghiacciata emessi a livello del polo sud di Encelado, satellite di Saturno. L’incredibile scoperta ha confermato la presenza di un oceano sotterraneo di acqua liquida, che gli scienziati ritengono possa offrire le condizioni necessarie ad ospitare la vita.

La NASA ha infatti intenzione di continuare l’esplorazione di Encelado tramite l’Enceladus Life Finder, la prossima sonda che raggiungerà il sistema di Saturno, e riuscirà probabilmente a confermare o smentire la teoria.

La fine di Cassini 

La scomparsa di Cassini lascia un vuoto nel cuore di chiunque abbia lavorato all’entusiasmante missione in questi 21 anni; oggi rimane una sola sonda nel Sistema Solare Esterno, la sonda Juno nell’orbita di Giove, in attesa che vengano allestite altre missioni.

Dettagli incredibili degli anelli di Saturno – NASA/JPL-Caltech