Numero degli spermatozoi dimezzato in 38 anni nei paesi industrializzati 

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Raccogliendo un vasto assortimento di studi scientifici, un team di ricercatori internazionale ha confermato che gli individui maschi in Europa, Nord America, Australia, e Nuova Zelanda stanno producendo meno della metà degli spermatozoi rispetto alle precedenti generazioni.

Già nel 1992 uno studio Danese portava all’attenzione il fatto che la qualità del liquido seminale fosse in calo in maniera drammatica; tuttavia, negli anni successivi molti studi presentarono risultati contraddittori.

Il nuovo studio, pubblicato su Human Reproduction Update, raccoglie altri 185 studi scientifici comprendendo in tutto i dati di 42.935 individui, per fornire un campione così ampio da risultare, secondo i ricercatori, estremamente affidabile.

Nel periodo tra il 1973 e il 2011, la conta degli spermatozoi si è ridotta del 59%, mentre la loro concentrazione nel liquido seminale è calata del 52% nelle nazioni con stile di vita definito “occidentale”.

Molti uomini, inoltre, producono quantità di spermatozoi talmente basse da poter essere considerati non fertili; altro dato interessante è che il declino negli spermatozoi non è stato improvviso, bensì graduale e quantificato di circa l’1.6% ogni anno a partire dal 1993. Presumibilmente il calo è proseguito ulteriormente dal 2011 ad oggi, nonostante manchino le info per verificarlo.

Gli studi condotti in Africa, Asia, e Sud America sono stati inoltre troppo pochi per potersi esprimere in valutazioni rigorose, tuttavia sembra che in questi paesi il declino avvenga più lentamente.

La disponibilità dei trattamenti di fecondazione assistita (in vitro) impedirà alla ridotta fertilità maschile di influenzare le nascite, le quali si sono ridotte specialmente per scelta dei genitori. E’ possibile tuttavia che la ridotta conta spermatica abbia determinato una recente riduzione del numero di gravidanze indesiderate (dati USA).

Quali sono i motivi? 

Le ragioni di questo calo, ovviamente, sono il punto più preoccupante del discorso, e tuttora non sono completamente note.

Alcune teorie puntano il dito sull’obesità, altre su sostanze chimiche presenti nell’ambiente in grado di disturbare i livelli ormonali, o sul fumo durante la gravidanza e l’esposizione intergenerazionale all’inquinamento.

Alcuni di questi fattori è probabile stiano influenzando anche numerose specie animali; inoltre, poiché la conta spermatica è inversamente proporzionale alla mortalità secondo alcuni studi, il trend potrebbe portare a problematiche anche più gravi.