Quando riuscirà l’uomo ad abbandonare il Sistema Solare? 

0
17097

Con le tecnologie attuali di navigazione spaziale, il tempo che impiegheremmo a raggiungere la stella più vicina (Proxima Centauri, circa 4 anni luce) sarebbe lunghissimo: ben 1000 anni.

Tuttavia, da quando gli astronomi hanno scoperto che il sistema stellare ospita un pianeta potenzialmente abitabile, la comunità scientifica è sempre più entusiasta all’idea dei viaggi interstellari (inutile menzionare la recente scoperta del sistema TRAPPIST-1 con ben 5 pianeti potenzialmente abitabili).

“Il primo passo comprenderà l’invio di sonde interstellari, ovviamente più semplici da gestire di un equipaggio umano” ha affermato Guillem Anglada-Escude, leader del team di ricerca che ha individuato il pianeta Proxima-b.

Tuttavia, i 4 anni luce che ci separano da Proxima Centauri continuano a rappresentare una distanza ad oggi impraticabile per degli esploratori spaziali umani. Ci vorrà un po’ affinché saremo in grado di trovare soluzioni al problema.

Considerando che le missioni su Marte sono programmate non prima del 2025-2030, è ragionevole pensare che gli esseri umani non avranno raggiunto le orbite di Nettuno o Plutone prima della fine del secolo.

Che dicono gli esperti 

Alcuni appassionati sono ottimisti riguardo al viaggio interstellare, affermando che, continuando ad imporci tabelle di marcia rigorose, l’uomo giungerà su Proxima Centauri entro il 2100.

Altri, quali Marcus Young (Ricerca Aeronautica USA), sono invece per ora scettici: “Sono state proposte un sacco di idee per il viaggio interstellare, ma nessuna sembra superare la prova quando si tratta di trasferirle nella realtà.”

Quali sono le opzioni

Una delle tecnologie che vale la pena di considerare sono i razzi a fusione nucleare, attualmente in studio da una compagnia finanziata dalla NASA.

Potremmo inoltre utilizzare vele solari, e dargli uno sprint extra puntando su di loro dei laser, posizionati sul pianeta Terra oppure in orbita. Questo è l’approccio del Breakthrough Starshot, un progetto che tuttavia intende inviare piccole sonde nel sistema Proxima Centauri e non un equipaggio umano.

Il progetto Breakthrough Starshot (a cui partecipano Stephen Hawking e Mark Zuckerberg in veste di finanziatore) dovrà comunque risolvere alcuni problemi, poiché le sonde accelerate al 10% o addirittura al 20% della velocità della luce potrebbero essere danneggiate dai detriti spaziali.

Come ha inoltre affermato Elon Musk (fondatore di SpaceX, agenzia spaziale privata) un grosso problema, una volta raggiunte simili velocità, sarebbe banalmente quello di rallentare ed infine frenare.

“Se mai avremo la possibilità di raggiungere altri sistemi stellari, dobbiamo entrare nell’ottica di diventare una civiltà multiplanetaria. E’ il passo successivo” ha dichiarato Musk in un’intervista.

E in questo gli appassionati possono già riporre una speranza, poiché una colonia Marziana potrebbe nascere addirittura tra qualche anno.