L’Africa salterà il carbone e sceglierà le rinnovabili

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Nonostante questo sia un periodo preoccupante per le fonti di energia a causa del global warming, vi sono segnali confortanti che suggeriscono che la catastrofe possa essere evitata.

Grazie ad una combinazione di movimenti di mercato, attivismo ambientale, e cooperazione globale su questi temi, l’energia rinnovabile è in voga come non mai.

Larga parte del mondo in via di sviluppo tuttora dipende dal carbone, e nonostante gli enormi investimenti nell’energia solare ed eolica, paesi popolosi come l’India saranno in ogni caso estremamente inquinanti nel futuro prossimo.

In Africa, tuttavia, si sta verificando un’interessante fenomeno: molti stati hanno intenzione di saltare la fase di industrializzazione legata al carbone, e passare direttamente alle fonti di energia pulite.

Come riporta Axios, l’amministratore esecutivo della IEA (International Energy Agency) Fatih Birol ha affermato: “L’Africa porterà elettricità nelle zone dove ancora non è fornita utilizzando specialmente fonti rinnovabili e gas naturale.”

Nonostante lo sviluppo dei vari paesi sia variabile, in generale in Africa vivono 700 milioni di persone senza fonti di elettricità; ciò significa che i governi potranno decidere quali fonti di energia utilizzare in futuro.

Carbone?

Nonostante il carbone sia tuttora economico, i costi e la disponibilità delle rinnovabili sono decisamente più promettenti per molti investitori. Per la maggior parte del continente, l’energia solare potrebbe rivelarsi la scelta più popolare.

Queste previsioni sono basate su studi rigorosi: un documento del 2016 dimostrava che in ben 21 stati africani le fonti rinnovabili potevano garantire il fabbisogno entro il 2030, a costi paragonabili ai combustibili fossili.

Una precisazione

Nel futuro dell’Africa sembra esserci anche un’altra fonte di energia, non esattamente rinnovabile: il gas naturale, incredibilmente economico e disponibile in abbondanza.

Quando si parla di combustibili fossili, tuttavia, il gas naturale è il male minore: produce meno CO2 di petrolio e carbone, e molti lo considerano una tappa di transizione tra carbone ed energia pulita.

Alcuni ostacoli si presenteranno in questa riconversione energetica: affinché l’energia rinnovabile possa diffondersi, dovrà essere necessaria una profonda cooperazione tra le frontiere dei vari stati,  che in alcune regioni si prospetta davvero complessa.

Tuttavia, se le proiezioni sono valide, entro il 2030 circa 1 miliardo di persone potranno soddisfare il loro fabbisogno energetico grazie all’energia pulita.


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