Cosa uccise gli abitanti dell’Isola di Pasqua? 

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I misteri sono affascinanti, e l’enigma dell’Isola di Pasqua rimane tuttora un interrogativo a cui è impossibile rispondere con sicurezza.

L’Isola, famosa per le statue moai (le famose statue a forma di faccia) ospitava un tempo una fiorente civiltà (Rapa Nui), che raggiunse il massimo del suo splendore circa 1000 anni fa, per poi scomparire improvvisamente intorno al 1860.

Molte ipotesi sono state formulate per spiegare il collasso della popolazione, tra cui epidemie, la deforestazione incontrollata, o un conflitto interno ai Rapa Nui. L’idea finora più accreditata era l’ecocidio: la civiltà avrebbe sfruttato le risorse naturali in maniera così incontrollata, da causare infine la sua scomparsa. Oggi, un nuovo studio suggerisce che probabilmente neanche quest’ipotesi è quella giusta.

L’ecocidio si sarebbe svolto in questo modo: giunti sull’Isola nel 1200 d.C. tramite canoe, e originari della Polinesia, i Rapa Nui si stabilirono sull’isola in maniera fissa. Quando gli europei incontrarono la civiltà intorno al 1700, aveva già avuto luogo una grande opera di deforestazione.

Gli alberi furono utilizzati per costruire canoe, adibite al sostentamento tramite la pesca; perdendo gli alberi, i Rapa Nui non furono più in grado di sostentarsi tramite il mare, e cominciarono a dipendere maggiormente dall’agricoltura. Tuttavia, lo sfruttamento agricolo incontrollato dell’Isola portò all’erosione dei terreni, e quindi al collasso delle risorse alimentari: ormai privi di cibo di cui nutrirsi, i Rapa Nui scomparvero.

Non è la risposta esatta 

Uno studio dell’università di Bristol sembra smontare in pieno le argomentazioni della vecchia teoria. Analizzando i resti vegetali, umani, e animali in svariati siti archeologici Rapa Nui, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire un quadro incredibilmente dettagliato della vita degli antichi autoctoni.

Il team ha scoperto che almeno la metà del fabbisogno proteico dei Rapa Nui veniva soddisfatto con il pesce: questo suggerisce che gli abitanti non smisero mai di pescare.

“Abbiamo inoltre determinato che i Rapa Nui fossero in grado di arricchire il suolo con vari nutrienti, per evitare collassi nella resa agricola. “ afferma Carl Lipo, co-autore dell’articolo (Binghamton University).

Ciò significa che la civiltà avesse in realtà buone conoscenze per quanto riguarda l’agricoltura, il che suggerisce che non vi fu alcun collasso della loro produzione.

Quindi che accadde sull’Isola? 

A questo punto del discorso, e considerando le ultime info raccolte, sull’Isola di Pasqua potrebbe essere successa qualsiasi cosa.

Vale tuttavia la pena precisare che distruggere l’ambiente rimane una maniera valida per avviare una civiltà verso il suo collasso, e non dobbiamo trascurare le continue avvisaglie dell’ attuale insostenibilità dell’attività umana.


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