La Francia si prepara a vietare la vendita di auto diesel e benzina

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PIC: Michael Kappel

Intorno alla metà degli anni ’90, le compagnie d’auto non accolsero bene la tecnologia dell’auto elettrica, per motivi sia economici sia legati all’affidabilità della tecnologia (all’epoca in via di sviluppo).

La scelta ha garantito che continuasse la dipendenza da petrolio, ma oggi è chiaro che questa stia volgendo al termine, considerando le posizioni di molte nazioni riguardo all’argomento.

La Francia ha da poco annunciato la decisione di vietare la vendita di auto a diesel e benzina entro il 2040, una decisione estremamente importante per garantire un futuro ecologico. La mossa è stata  annunciata dall’amministrazione Macron, che sta dimostrando posizioni razionali in merito alla necessità di una riconversione energetica.

Durante una conferenza stampa, il ministro dell’ecologia francese Nicolas Hulot ha chiaramente affermato: “Annunciamo il termine della vendita delle auto a benzina e diesel entro il 2040.”

La Francia non è la sola nazione ad aver annunciato l’intenzione di un divieto nei prossimi anni; tra queste l’Olanda e la Norvegia (2025) e Germania ed India (2030).

Non sono ancora chiare le linee guida per come gestire i vecchi veicoli a combustibili fossili che continueranno a circolare dopo il ban, ma sembra che potrebbero essere introdotti incentivi statali per incoraggiare la sostituzione dei vecchi veicoli con nuove vetture ecologiche.

Volvo ha per esempio annunciato che entro il 2019 tutte le auto vendute saranno almeno parzialmente elettriche (ibride).

L’intera decisione è soltanto una delle tante iniziative della Francia per un futuro a bassa produzione di CO2; la nazione smetterà di produrre energia dal carbone nel 2022, e nel 2025 intende ridurre la dipendenza dal nucleare dal 75% dell’energia prodotta al 50%. Nonostante il nucleare sia una delle migliori fonti energetiche come rapporto costo (ambientale)/beneficio, sicuramente altre fonti di energia hanno un impatto ancora minore.

Questa attenzione per la sostenibilità energetica è, ovviamente, incoraggiata dal Patto di Parigi, e ci ricorda che nel 2040 il nostro mondo potrebbe apparire davvero molto diverso da quello odierno.