Il tuo gatto può passarti un parassita che influenza il comportamento

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Toxoplasma gondii, un parassita che influenza virtualmente il comportamento di ogni mammifero sul pianeta, è presente nel cervello di circa 1 persona su 3 (33%).

Si tratta di un protozoo unicellulare, che vive e si riproduce nel sistema digerente dei gatti. Solitamente, raggiunge il gatto infettando il cervello delle sue prede (es. topi), e facendo in modo che queste non abbiano più paura dell’odore del felino.

Nonostante l’uomo non sia ovviamente annoverato tra le prede del gatto, il parassita può comunque raggiungere il nostro cervello, ed è stato collegato a suicidi, incidenti d’auto, disturbi mentali come la schizofrenia, e tumori al cervello.

Se a questo punto dell’articolo state pensando di disfarvi del vostro gatto, non fatelo, poiché tali effetti secondari dell’infezione sono in realtà rari. Tuttavia, Toxoplasma gondii può invece essere veramente dannoso per donne incinte o persone con sistema immunitario compromesso.

Come si prende l’infezione? 

Considerando che il parassita vive nel sistema digerente di Fufi, sicuramente raggiungerà presto la lettiera, e chiunque venga a contatto con questa, potrebbe in seguito venire infettato.

Altri modi per venire a contatto con Toxoplasma gondii sono bere acqua contaminata o mangiare vegetali non lavati, che possono ospitare il parassita.

Connessione ai suicidi 

La relazione tra l’infezione con Toxoplasma gondii e il suicidio fu scoperta inizialmente all’interno di pazienti che già soffrivano di problemi mentali.

Tuttavia, uno studio successivo si dimostrò molto più preoccupante, poiché condotto su pazienti senza precedenti problemi psicologici; lo studio poté mappare lo stato dell’infezione in 45.000 donne, scoprendo che le donne infette avevano il 54% in più di probabilità di commettere suicidio e il doppio di possibilità di riuscire nel loro intento.

In particolare, le donne considerate avevano più probabilità di tentare il suicidio in maniera violenta (usando un coltello o una pistola per esempio, invece che procurandosi un’overdose di psicofarmaci).

Come funziona il parassita? 

Toxoplasma gonzi è noto per la capacità di indurre comportamenti nevrotici, e quindi di alterare le nostre personalità. Il link è stato dimostrato da uno studio del 2006, sia negli uomini che nelle donne, che evidenziava come l’infezione potesse alimentare la tendenza a sviluppare stati mentali negativi, come depressione, sensi di colpa ed insicurezza.

Il link tra comportamenti nevrotici e suicidio è appurato, e di conseguenza non dovrebbe stupire il precedente studio.

In dettaglio 

Come fa un parassita ad influenzare come pensiamo? Gli studi suggeriscono che potrebbe essere da incolpare il nostro sistema immunitario; quando siamo infettati da parassiti come Toxoplasma gondii, il nostro sistema immunitario si attiva, producendo un gruppo di molecole chiamate citochine, che attivano diverse cellule immunitarie.

A loro volta le citochine sono state linkate a depressione e violenti tentativi di suicidio, poiché in grado di raggiungere il cervello alterando i livelli di serotonina e dopamina.

Tuttavia qui si parla di correlazione, ben diversa da causalità: il parassita può avere un ruolo nel tentativo di suicidio, ma di certo non possiamo affermare che sia la causa del suicidio.

Teodor Postolache, autore dello studio riguardante i suicidi e psichiatra all’Università del Maryland ha precisato: “Non possiamo affermare con sicurezza che sia stato T.gondii a spingere le donne al suicidio.”

“Non abbiamo inoltre neanche escluso la causalità inversa, ovvero il fatto che siano i fattori di rischio legati al suicidio ad aumentare la suscettibilità di infezione a T. Gondii e non il contrario.”continua il professore.

Devo preoccuparmi del mio gatto? 

La risposta è no, poiché gli studi qui analizzati stabiliscono dopotutto soltanto correlazioni e non relazioni di causalità.

Detto in parole povere, non è sufficiente essere infettati da T.gondii per sviluppare comportamenti suicidi e violenti, ma molte altre variabili entrano probabilmente in gioco.

Basti pensare a quanto è comune il parassita: 1 persona su 3 lo ospita in stato latente, eppure non è la regola osservare comportamenti suicidi.

Le uniche categorie realmente a rischio per Toxoplasma gondii sono le donne incinte e le persone con sistema immunitario compromesso, che possono sviluppare un’infezione acuta (ben diversa dallo stato latente stabile degli individui con normale sistema immunitario).

 


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