Perché gli esseri umani hanno perso l’osso penico?

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Uno dei prodotti più strani e incredibili dell’evoluzione è l’osso penico, detto anche baculum.

Il baculum è un osso extra-scheletrico, cioè non è collegato al resto dello scheletro, e si trova ovviamente all’interno del pene.

A seconda dell’animale, il baculum può variare da dimensioni di 1 millimetro ad addirittura un metro.

L’osso penico del tricheco ad esempio (somigliante ad una clava e lungo 60 cm), misura 1/6 della lunghezza del suo corpo, mentre il piccolo baculum di alcune specie di lemure raggiunge soltanto 1/40 della lunghezza corporea.

Gli ossi penici si riscontrano nella maggior parte delle specie di mammifero, ma non in tutte; ciò che è ancora più incredibile, è che quasi tutti i primati ne sono dotati, e gli esseri umani sono una strana eccezione alla regola.

Vi sono disturbi che possono generare tessuto osseo all’apice del pene umano, ma sono estremamente rari, e comunque patologici.

Perché non abbiamo il baculum?

In un nuovo studio, un team di ricerca ha cercato di comprendere i motivi della scomparsa dell’osso penico, studiando la sua distribuzione nelle varie specie di mammiferi, considerando la loro origine evolutiva.

Il baculum evolse circa 145 milioni di anni fa, dopo la separazione tra mammiferi placentati e non placentati; ma qual è di preciso lo scopo di queste ossa?

Esistono diverse ipotesi; nei gatti, per esempio, il baculum potrebbe servire a stimolare l’ovulazione, poiché la gatta non rilascia cellule uovo finché non si accoppia.

In generale, il baculum potrebbe servire al maschio per superare la resistenza della femmina (frizione vaginale), e finalmente raggiungere il suo scopo di accoppiarsi; altra ipotesi complementare a questa suggerisce che grazie al baculum il rapporto viene anche prolungato.

Nei primati, possedere un baculum è stato collegato a tempi maggiori di penetrazione (almeno sopra i 3 minuti); inoltre, specie in cui la competizione tra maschi è più accentuata hanno tendenzialmente bacula (plurale latino) più lunghi.

Ma l’uomo?

Se l’osso penico è così importante nella competizione tra maschi e per prolungare il rapporto, perché l’uomo non ne possiede uno?

La risposta breve è che gli esseri umani si accoppiano in tempi talmente rapidi da non richiedere un osso penico; il tutto avviene talmente velocemente, che non è necessario possedere un osso penico che garantisca 3 o più minuti di accoppiamento.

Sembra una battuta, ma il tempo di eiaculazione medio per gli individui maschi umani è stato stimato intorno ai 2 minuti.

Competizione sessuale minima

Gli esseri umani hanno generalmente una competizione sessuale minima, poiché le femmine si accoppiano tipicamente con un solo maschio alla volta.

Il motivo è evoluzionistico: i nostri antenati formavano coppie perché il padre voleva assicurarsi la paternità del bambino, per il quale spendeva diverse risorse nel mantenimento. Questo pattern di accoppiamento, secondo gli scienziati, è fondamentale nello spiegare il fenomeno.

Sembra emergere dai dati, infatti, che sia con alti livelli di competizione sessuale che l’osso penico diventa davvero indispensabile, ed addirittura è più efficace se le sue dimensioni sono maggiori.


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