Sepolture di “vampiri” rinvenute in antiche tombe in Polonia

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Gli archeologi polacchi hanno rinvenuto i resti di tre uomini risalenti al medioevo, apparentemente considerati vampiri e sepolti in maniera da evitare che potessero ritornare in vita.

I resti dei tre individui furono mutilati prima di essere seppelliti, e sono stati scoperti nel villaggio di Gorzyca (ovest della Polonia); secondo le stime risalgono ad un periodo tra il 1200 e il 1300 d.C.

“Le tombe sono state rinvenute vicino alla residenza del vescovo. Un tempo qui sorgeva una cattedrale gotica.” riferisce Krzysztof Socha (Museo di Kostrzyn).

Uno dei defunti fu seppellito con la testa incastrata tra due pietre. Credit:  Krzysztof Socha

L’Est Europa è sicuramente famoso per le superstizioni riguardo ai vampiri ed in generale i non morti (il famoso Conte Dracula è originario della Transilvania, situata in Romania), e nei tempi antichi le persone erano talmente convinte di queste credenze, da arrivare a prendere precauzioni affinché gli individui considerati “dannati” non potessero risorgere dall’aldilà.

Dettagli dei resti 

In particolare, i cadaveri rinvenuti presentano mutilazioni e buchi nella colonna vertebrale, prova del fatto che fossero stati inchiodati al terreno nel tentativo di impedirgli di rialzarsi.

Uno degli scheletri apparteneva ad una donna che soffriva di cifosi (gobba), la cui postura deve aver rappresentato fonte di inquietudine per i concittadini (probabilmente era considerata dannata).

Una delle teorie predominanti riguardo alle antiche tombe di “vampiri” afferma appunto che gli individui con disabilità o problemi di salute venissero seppelliti con trattamenti particolari perché considerati indemoniati, e potenzialmente capaci di ritornare in vita dopo la morte sottoforma di mostri.

Buco nella colonna vertebrale di uno degli scheletri. L’intenzione è impedire al defunto di rialzarsi. Credit:  Krzysztof Socha

Tra i vari espedienti utilizzati a tal proposito troviamo decapitazione, sepoltura a faccia in giù, falci intorno al collo, e pietre disposte sopra la salma.

Superstizione del vampiro

Il concetto chiave di vampirismo esiste da millenni, e risale a civiltà come quella Mesopotamica, Ebraica, Greca, o Romana; in tutte le leggende di ogni civiltà passata e presente però, i diversi tipi di vampiri vengono tutti accomunati da una caratteristica chiave, cioè quella di nutrirsi in qualsiasi diversa maniera dei loro simili.

Ad ogni modo, nonostante la presenza di creature simili ai vampiri in queste antiche civiltà, il folclore sui vampiri così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell’Europa dell’est.

Caratteristiche comuni

Nonostante sia difficile dare un’unica, definitiva descrizione del vampiro folcloristico, vi sono tuttavia alcuni elementi che sono comuni a molte delle leggende europee. I vampiri erano generalmente descritti come gonfi, con una carnagione scura, o sanguigna; queste caratteristiche erano spesso attribuite alla nutrizione a base di sangue. Il vampiro, nella sua tomba, tendeva a perdere sangue dalla bocca e dal naso, mentre il suo occhio sinistro rimaneva spesso aperto. Veniva seppellito rivestito con un telo di lino, e i suoi denti, capelli e unghie continuavano a crescere dopo la morte. Le zanne (gli incisivi superiori) invece, non facevano parte delle sue caratteristiche.

Perché vampiri?

Alcuni storici suggeriscono alcuni motivi che avrebbero portato i familiari a seppellire i parenti considerandoli vampiri; per esempio, molte malattie come la tubercolosi portavano a tossire sangue ed assumere un colorito cereo, segno che deve avere inquietato i contemporanei. Inoltre, prima che fosse nota la trasmissione delle malattie tramite germi, si pensava che i vampiri (e cioè i malati) potessero fare ammalare la loro famiglia anche dopo la morte.

Secondo altre teorie, i “vampiri” potrebbero essere persone morte improvvisamente senza sacramenti Cristiani, (es. non battezzati), persone che avevano commesso suicidio, bambini nati già con i denti, o donne morte di parto.

Gli scheletri sono attualmente studiati da antropologi ed archeologi, e i risultati saranno disponibili appena possibile, ha affermato Socha.


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