L’invecchiamento si può rallentare e invertire, suggerisce un nuovo studio

0
12578

Una nuova ricerca suggerisce la possibilità di rallentare o addirittura invertire il processo di invecchiamento, perlomeno nei topi e in alcune cellule umane, prevenendo cambiamenti nell’attività di espressione dei geni – gli stessi cambiamenti che avvengono in decenni di vita negli esseri umani.

Attraverso la modifica di geni che riportano le cellule adulte verso il loro stato embrionale, i ricercatori del Salk Institute of Biological Studies hanno invertito l’invecchiamento nei topi (in vivo) e in alcune cellule umane (in vitro).

Gli scienziati hanno esteso il periodo vitale di un topo con invecchiamento accelerato (simile a quello di malattie come la progeria) di circa il 30%, e hanno inoltre stimolato la guarigione in un topo di mezz’età (attivando geni per ringiovanirlo e renderlo quindi più in grado di combattere il trauma); la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Cell.

Lo studio suggerisce che l’invecchiamento sia causato da cambiamenti epigenetici, alterazioni che rendono i geni più o meno attivi; nel corso della nostra vita, i regolatori dell’attività cellulare vengono aggiunti o rimossi dai geni, causando una serie di conseguenze connesse all’invecchiamento.

Prevenendo e controllando questi cambiamenti, i ricercatori ritengono sia possibile rallentare o invertire l’invecchiamento anche negli esseri umani: “L’invecchiamento è qualcosa di plastico che siamo in grado di manipolare” ha affermato Juan Carlos Belmonte, coinvolto nello studio.

Risultati in breve

I ricercatori hanno agito attivando 4 geni detti “i fattori di Yamanaka”, scoperti dal ricercatore Shinya Yamanaka; i fattori hanno permesso di estendere del 30% il periodo vitale di un topo affetto da sintomi simili alla progeria (malattia che nei bambini causa invecchiamento precoce).

David Sinclair, genetista di Harvard, ha affermato: “La riprogrammazione epigenetica secondo me è la strada per combattere e invertire l’invecchiamento. Ormai abbiamo accumulato un sacco di prove in questa direzione.”

Stiamo giocando con il fuoco

Lo studio ha dimostrato inoltre che un trattamento del genere può facilmente degenerare e comportare rischi.

Quando i ricercatori hanno manipolato i topi in modo continuo per 7 giorni, alcuni hanno sviluppato tumori, e sono morti nel giro di una settimana; quando invece il trattamento è stato limitato ai primi 2 giorni, i roditori ne hanno beneficiato in modo significativo.  Ciò dimostra che l’alterazione dell’espressione dei geni regolatori può essere molto pericolosa.

“Stiamo giocando con il fuoco. Nei prossimi 10 anni dovremo capire come rendere il processo sicuro, e programmare le cellule per ringiovanirle ma evitare che si trasformino in tumori.” ha aggiunto Manuel Serrano, altro ricercatore dello studio.

L’obiettivo è restare sani, non soltanto giovani

Belmonte, come molti altri ricercatori in questo campo, dichiara che il suo obiettivo principale è prolungare “il periodo vitale sano”, ovvero il numero di anni in cui una persona rimane sana e non soffre di malattie e disturbi.

Estendere il periodo vitale totale rappresenta probabilmente qualcosa di ben più difficoltoso, secondo il ricercatore.

Ma molte malattie come i disturbi cardiaci, il cancro, e l’Alzheimer, sono inevitabilmente legate all’età, quindi attivare alcune risorse delle cellule ringiovanendole permetterebbe di combatterle in modo più efficace.

“Il discorso non è soltanto quanti anni riusciamo a vivere, ma la qualità di questi anni.”

“I risultati sono il primo miraggio del fatto che potremmo vivere per secoli. 47 anni sono passati anche troppo in fretta, per quanto mi riguarda.” aggiunge scherzando Sinclair.

Photo credit Fouquier

Fonti: https://www.scientificamerican.com/article/aging-is-reversible-at-least-in-human-cells-and-live-mice/

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here