L’anatomia delle scimmie gli permette di parlare. Perché non lo fanno?

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In molti ci siamo probabilmente chiesti cosa accadrebbe se finalmente le scimmie imparassero a parlare; finora gli studi condotti sui primati suggerivano che la loro incapacità di pronunciare parole vere e proprie derivasse dalle loro caratteristiche anatomiche.

Una nuova ricerca, tuttavia, suggerisce che l’anatomia delle scimmie (in questo caso i macachi) gli consentirebbe di parlare, ma questo non avviene per ragioni legati alle potenzialità cerebrali.

Un team di scienziati internazionale ha osservato i macachi usando i raggi X, per comprendere meglio i movimenti di labbra, lingua, e laringe, mentre gli animali emettevano suoni.

I dati raccolti sono stati poi inseriti in un modello computerizzato, per simulare le capacità vocali dei primati; i ricercatori hanno scoperto che i macachi erano potenzialmente in grado di produrre suoni “umani” come le vocali, o addirttura intere frasi.

La simulazione si può addirittura ascoltare nel player soundcloud sottostante, in cui un macaco dice chiaramente “Will you marry me?” (cioè “Vuoi sposarmi?”). Il timbro suona spaventoso alle nostre orecchie, ma è esattamente ciò che sentiremmo se una scimmia riuscisse a parlare.

La ricerca dimostra, secondo gli scienziati, che ciò che manca alle scimmie non è l’apparato vocale a livello anatomico, bensì le abilità cognitive per metterlo in moto.

Nonostante i risultati siano relativi ai macachi, è possibile che verranno ottenuti risultati analoghi anche con altre specie di scimmia.

I macachi sono classificati in un gruppo detto “scimmie del vecchio mondo”, che include anche i babbuini; entrambi gli animali sono parenti relativamente stretti dell’uomo, e quindi non dovrebbe stupire se possiedono strutture simili per la vocalizzazione.

“Lo studio cambia le carte in tavole su questo argomento.” afferma il co-autore Asif Ghazanfar di Princeton. “Sicuramente l’incapacità di parlare è dovuta al cervello dei macachi. La questione diventa: cos’è che rende il cervello umano così speciale?”

I risultati indicano che ora l’oggetto di questi studi dovrà spostarsi verso l’analisi delle reti neurali implicate nella vocalizzazione umana, per capire a fondo cosa ci permette di produrre un range di suoni e rumori così ampio.


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