Un chirurgo tenterà a breve il primo trapianto di testa

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In caso non abbiate seguito la vicenda, che l’anno scorso ha avuto molta risonanza, il neurochirurgo italiano Sergio Canavero si sta preparando per effettuare il primo trapianto di testa della storia, ed ha affermato che la procedura si terrà nei prossimi 12 mesi.

Il paziente coinvolto è Valery Spiridonov, un russo di 30 anni che soffre di atrofia muscolare; Canavero ha annunciato che preparerà il paziente al nuovo corpo utilizzando la realtà virtuale (non sono chiari i dettagli).

Quando lo scorso anno Spiridonov annunciò la sua partecipazione al progetto, riuscì finalmente a convincere i media, fino a quel momento profondamente scettici delle dichiarazioni di Canavero.

Qualche mese dopo, un chirurgo cinese famoso per i suoi esperimenti di trapianto di testa (trapiantò più di 1000 teste sui topi negli ultimi anni), dichiarò di voler aiutare Canavero nell’operazione (che durerà 36 ore).

Canavero annunciò in seguito di avere effettuato un trapianto di testa su una scimmia, e di aver riconnesso il midollo spinale sui topi. Giunse poi la notizia del trapianto di testa effettuato dal chirurgo su un cane, che fu in grado di camminare di nuovo dopo la riconnessione al suo stesso midollo spinale, precedentemente distaccato.

Il progetto di Canavero ha incontrato notevole scetticismo nel mondo scientifico, per diverse ragioni.

Hunt Batjer, presidente dell’American Association for Neurological Surgeons, affermò lo scorso anno che, se l’operazione funzionasse realmente, Spiridonov potrebbe patire qualcosa di molto peggiore della morte.

“Non augurerei una cosa del genere a nessuno” ha affermato. “Non permetterei a nessuno di effettuare un’operazione del genere su di me. Ci sono molte cose peggiori della morte.”

Christopher Hooton (Independent) ha invece dichiarato “Connettere una testa ad un altro corpo, includendo midollo spinale e i vasi, potrebbe portare a condizioni di disagio mai sperimentate prima da un essere umano.”

Nel tentativo di preparare Spiridonov per ciò che potrebbe patire, Canavero ha affermato che verrà utilizzato un sistema di realtà virtuale, per tentare di prevedere le possibili reazioni psicologiche.

Il sistema è stato presentato ad una conferenza di chirurghi a Glasgow, la scorsa settimana.

“Il sistema di realtà virtuale preparerà il paziente nel miglior modo possibile per il nuovo mondo che sperimenterà con il suo nuovo corpo.” dice Canavero. “Un mondo in cui egli sarà capace di camminare di nuovo.”

Sviluppato da Inventum Bioengineering Technologies (azienda di Chicago), il sistema è concepito per permettere ai pazienti di accettare il fatto di guardare in basso e vedere un corpo che non è il loro (come già riportato, non sono stati chiariti altri dettagli).

Alla conferenza Canavero ha affermato che deve ancora decidere in quale clinica effettuare l’operazione, ma ritiene che si potrebbe trattare del Regno Unito.

“Ho avuto un grandissimo seguito in Gran Bretagna, dai chirurghi, e credo che questo stato potrebbe diventare trainante nella diffusione di questo tipo di operazioni. E’ tempo però che il Regno Unito discuta delle implicazioni etiche e decida se l’intervento si potrà realmente effettuare qui, perché altrimenti troveremo un’altra nazione. Ma ritengo che in Europa il Regno Unito sia l’opzione più plausibile.”

Insomma Canavero è più che mai deciso a portare a termine il suo intervento, in un modo o nell’altro, che piaccia o meno alla stampa e alle leggi che regolano l’argomento.


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