Il granchio del cocco è lungo fino ad 1 m, e può attaccare anche i gattini

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Con 1 m di lunghezza, il colossale granchio del cocco è il più grande artropode terrestre, e una nuova ricerca suggerisce che la presa delle sue chele è non solo la più forte di qualsiasi crostaceo, ma anche del morso di qualsiasi animale terrestre (eccetto l’alligatore).

Queste enormi animali vivono su piccole isole tropicali negli Oceani Indiano e Pacifico, nutrendosi per lo più di cocco, del quale raggiungono la succosa polpa grazie alle chele poderose. Rompere una noce di cocco richiede ovviamente una forza enorme, che è stata recentemente misurata in uno studio a 3.300 newtons.

I ricercatori hanno misurato la presa di 29 granchi del cocco, con un range di peso dai 33 grammi ai 2 kg, sull’isola di Okinawa (Giappone). La forza massima che poteva essere esercitata dagli animali oscillava dai 29 ai 1765 newton, ed era strettamente in relazione con il loro peso corporeo.

Considerando che il granchio del cocco più grande documentato aveva un peso di 4 kg, gli autori dello studio hanno calcolato che un individuo del genere avrebbe una forza di 3.300 newton.

Davvero enorme!

Nonostante questa presa sia ovviamente un grande vantaggio nell’aprire il cibo preferito del granchio, le noci di cocco non sono l’unica cosa di cui si cibano; nel loro menu’ rientrano anche carcasse di animali morti e prede che cacciano attivamente, come ratti e addirittura gattini (come riporta Michelle Drew, professoressa al Max Planck Institute) .

Si ritiene che il granchio del cocco sia evoluto da antichi antenati del gruppo dei granchi paguri, che trasportano sul dorso conchiglie prese in prestito dai molluschi per proteggersi; i giovani granchi del cocco conservano infatti questa abitudine, ed utilizzano i gusci di lumaca a questo proposito, di cui si liberano durante l’età adulta, quando hanno ormai un resistente carapace.

La scomparsa di Amelia Earhart

Amelia Earhart fu un’intrepida aviatrice, che scomparve nel 1937 mentre tentava di battere il record di giro intorno al mondo in aereo all’equatore. Secondo alcune ipotesi, Earhart si schiantò e scomparve nell’Oceano Pacifico; secondo altre, atterrò sull’atollo di Nikumaroro, dove fu individuata (morta o ancora agonizzante) dai granchi del cocco, che divorarono la sua carcassa.

Nel 1940 furono infatti trovate sull’isola parti di scheletro che potevano appartenere all’aviatrice, e nel 2007 fu appurata la capacità dei granchi del cocco di cibarsi anche di cadaveri di grandi dimensioni, grazie ad un test messo in atto con la carcassa di un maiale.

Sarebbe davvero una fine spaventosa, per un essere umano!

Si tratta tuttavia soltanto di speculazioni non confermate, e a meno che non abbiate le dimensioni di un ratto (o di un gattino), o non mettiate di proposito un dito nelle possenti chele (non raccomandabile) non avete nulla da temere da questi placidi artropodi.

Curiosità: il granchio del cocco è anche un abile arrampicatore di muri e soprattutto alberi.