Una ragazza di 14 anni morta di cancro ha congelato il suo corpo sperando in cure future

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Ad una ragazza di 14 anni è stato appena riconosciuto il diritto di congelare il suo corpo grazie alla crionica, nella speranza che un giorno possa essere riportata in vita.

La ragazza, originaria di Londra, quando stava morendo di cancro ha voluto portare il suo caso in tribunale, poiché essendo minorenne e figlia di due genitori separati, avrebbe dovuto ottenere il consenso da entrambi (il padre all’inizio non supportava la sua scelta).

“Non voglio essere sepolta sottoterra. Voglio vivere più a lungo, e sono convinta che in futuro potrebbero trovare una cura per il mio cancro e rianimarmi.” aveva affermato.

“Voglio provarci. Questo è ciò che desidero.”

La crionica è la pratica con cui si preserva un corpo umano a temperature molto basse, dopo la morte, nella speranza di rianimarlo in futuro, quando la scienza sarà abbastanza avanzata.

Le persone che si sottopongono alla procedura devono essere dichiarate legalmente morte, poiché è illegale la preservazione di qualcuno che è ancora vivo (qualunque sia il suo volere).

Tuttavia, legalmente morto non è la stessa cosa rispetto a completamente morto; la morte “legale” avviene quando il cuore smette di pulsare, ma la persona è tecnicamente viva finché ogni funzione cerebrale non è cessata.

La crionica funziona in questa piccola e cruciale finestra d’azione, per preservare quel minuscolo quantitativo di cellule neuronali ancora in funzione.

Firmando il modulo per la procedura alla Alcor Life Extension (Arizona), la procedura consiste di 4 elementi: preparazione, stabilizzazione, perfusione con il crioprotettivo, e raffreddamento criogenico.

1) Preparazione

Il team deve essere pronto e veloce dopo la morte, poiché la decomposizione inizia immediatamente, e la finestra d’azione è molto breve. La clinica tuttavia farà ogni cosa in suo possesso anche in caso di “condizioni biologiche non ottimali del corpo”, se avete un contratto con lei. Una volta che la condizione di morte legale è raggiunta, la funzione cerebrale minima viene conservata tramite afflusso di ossigeno e sangue.

2) Stabilizzazione

Il corpo viene perfuso con eparina – un anticoagulante che previene i trombi, cioè “grumi” di sangue rappreso nei vasi – e conservato nel ghiaccio. I polmoni possono essere tenuti in funzione ventilandoli; se è necessario molto tempo per raggiungere la clinica, il sangue può essere sostituito con una soluzione che preserva gli organi.

3) Perfusione con un crioprotettivo

Il congelamento comincia quando il corpo raggiunge la clinica di crionica; non può avvenire in maniera immediata in azoto liquido, poiché danneggerebbe le cellule. Siamo fatti al 70% di acqua, e quando congela, il processo distrugge le nostre cellule.

Il team avvia invece un processo detto vetrificazione. L’acqua viene rimossa e sostituita con una mistura di soluzioni protettive per gli organi e sostanze antigelo, dette crioprotettive.

In teoria, questo protegge gli organi e i tessuti dalla formazione di cristalli di ghiaccio e favorisce uno stato di animazione sospesa; è la stessa tecnica che ha migliorato sensibilmente il modo in cui cellule uovo ed embrioni vengono conservati in attesa della fecondazione artificiale.

La vetrificazione è stata usata con successo per congelare piccoli pezzi di tessuto, e addirittura preservare e recuperare il cervello di un coniglio.

Tuttavia, abbiamo ancora molto da imparare prima di usare la vetrificazione su molti tessuti, come per esempio i reni da trapiantare (sui quali non ha funzionato).

4) Raffreddamento criogenico

Una volta vetrificato, il corpo viene raffreddato su un letto di ghiaccio secco (CO2 congelata) finché non raggiunge i -130 C°. In seguito viene posto a testa in giù in un contenitore di metallo riempito di azoto liquido, con temperature intorno ai -196 °C.

Preservare l’intero corpo costa 125.000 $, mentre per un prezzo minore è possibile conservare il proprio cervello, con l’idea che possa essere connesso ad un clone del nostro corpo (o una macchina).

Non è così semplice

Nessuno, ad oggi, è mai stato rianimato dopo preservazione crionica. La tecnologia per ora non esiste, e la medicina non ha neanche raggiunto un livello tale per curare molte delle malattie responsabili della morte di chi è tuttora conservato dalla Alcor (clinica leader).

Detto ciò, la medicina ha fatto progressi fenomenali, e se paragoniamo i tempi moderni a 100 anni fa, le persone vengono già, in un certo senso, riportate in vita dalla morte.

I defibrillatori possono far ripartire un cuore che si è fermato, e durante certe operazioni chirurgiche il corpo della persona viene raffreddato e messo temporaneamente in animazione sospesa per permettere di operare alcuni tipi di aneurisma.

Tornando al trattamento, uno dei grandi problemi della rianimazione è la tempistica del decongelamento: se non è precisa, le cellule si trasformeranno in ghiaccio e verranno distrutte.

La prima persona ad essere preservata dalla criogenica fu il 73enne James Bedford, che fu congelato nel 1967. Morì di cancro ai reni, e venne congelato a poche ore dalla sua morte; nella comunità della crionica, il 12 Gennaio è festeggiato come “Il giorno di Bedford”.

Secondo la clinica Alcor, il corpo di Bedford è tuttora in buone condizioni. Oggi il suo cancro metastatizzato potrebbe forse essere curato, ma lo scongelamento del suo corpo senza danni rimane ancora il problema più grande.


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