Due settimane in montagna possono cambiare il tuo sangue per mesi

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Il corpo umano inizia ad adattarsi ad ambienti in alta quota addirittura in una notte, e questi mutamenti biologici possono durare per mesi, anche dopo che la persona è ritornata ad altitudini minori.

In uno studio, l’analisi di campioni di sangue appartenenti a scalatori e frequentatori della montagna ha dimostrato come numerosi cambiamenti influenzino la capacità dei nostri globuli rossi di trattenere ossigeno in ambienti dove scarseggia, e questo può avvenire nel giro di poche ore.

La scoperta contraddice la precedente convinzione (durata per mezzo secolo) che gli esseri umani producano, in ambienti di alta quota, nuovi globuli rossi con maggiore capacità di fornire ossigeno ad organi e muscoli rispetto a quelli normali.

Questo significa che, in ambienti come il Campo Base del Monte Everest (dove l’ossigeno è soltanto il 53% rispetto al livello del mare), i fisiologi hanno a lungo ritenuto che il corpo umano sostituisse gradualmente i vecchi globuli rossi con altri nuovi e più efficaci nel trasporto di ossigeno.

“Siamo stati convinti di ciò per 50 anni” ha affermato Robert Roach, leader dello studio e direttore del Centro di Ricerca sull’Altitudine dell’università del Colorado.

C’è in realtà un grosso problema in questa vecchia affermazione. Nonostante possa aver senso per popolazioni che vivono per tutta la vita in alta quota (come alcuni villaggi in Tibet o nelle Ande), non sembra davvero funzionare nel caso di scalatori o trekkers occasionali.

Siccome il nostro corpo produce circa 2 milioni di nuovi globuli rossi ogni secondo, sono necessarie settimane per sostituirle tutte. Ma noi sappiamo che l’adattamento può avvenire nel giro di qualche giorno, persino in persone normali. Come possono quindi sopravvivere alcuni scalatori?

Uno studio condotto da Roach sembra rispondere alla domanda con interessanti risultati; i ricercatori hanno mandato 21 volontari sulla cima nel monte Chacaltaya in Bolivia, a 5260 m.

Il loro sangue è stato monitorato prima e dopo che raggiungessero la cima, e in seguito dopo un periodo di riposo di 7 giorni a 1525 m.

Le analisi del sangue hanno dimostrato che le cellule sanguigne non erano state sostituite, bensì erano andate incontro a diversi cambiamenti, già a partire dal primo giorno in quota, e questi mutamenti si erano conservati anche dopo 1 settimana di ritorno ad altitudini minori.

I cambiamenti di natura biologica avevano influenzato la capacità di trasporto di ossigeno ai muscoli ed agli organi vitali, in maniera molto più grande di quanto ci si potesse aspettare.

“Lo studio è il primo ad aver provato la rapidità di questi adattamenti metabolici nei globuli rossi, dimostrando che possono avvenire nel giro di poche ore in alta quota con scarsità di ossigeno.” ha concluso il team.

http://www.sciencealert.com/just-2-weeks-in-the-mountains-can-change-your-blood-for-months


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