EM Drive: il motore spaziale “impossibile” che funziona senza carburante

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E’ più di un anno circa che si vocifera alla NASA riguardo ad un motore “impossibile”, in grado di produrre una spinta poderosa senza utilizzare carburante, ma servendosi soltanto di energia elettrica.

Ad alimentare il propulsore sarebbero onde elettromagnetiche prodotte in una cavità metallica a forma di cono, che causano la generazione di una spinta nell’estremità appuntita del cono e un movimento nella direzione opposta.

Ma c’è un problema: secondo le leggi della fisica, questo motore non dovrebbe funzionare. Infatti, la terza legge di Newton della dinamica afferma, a livello pratico, che per generare una spinta in una data direzione nello spazio, un propulsore debba espellere propellente nella direzione opposta.

L’impossibile EM Drive, invece, non avrebbe bisogno di combustibile: sarebbe sufficiente utilizzare energia elettrica, e dotando una navicella ad esempio di pannelli solari ci si potrebbe garantire una spinta a tempo indeterminato.

Questo tipo di motore potrebbe portarci su Marte in soli 70 giorni, tempi incredibili se consideriamo che ora le stime più ottimiste parlano di 6 mesi di viaggio, e quelle più pessimiste almeno di 9 mesi.

Ma funziona davvero?

L’EM drive ha fatto parlare molto di sè nello scorso anno, poiché se davvero funzionasse comporterebbe grandi innovazioni nel modo in cui concepiamo i viaggi spaziali.

Nel 2015, la NASA annunciò di essere al lavoro per verificare una volta per tutte il funzionamento dell’EM Drive; recentemente, una fonte vicina alla NASA ha annunciato di aver ottenuto (alcuni dicono in maniera non legale) una copia dell’articolo riguardante i test, affermando che non solo l’EM Drive funziona, ma riesce anche a produrre una spinta davvero considerevole.

Secondo i test, EM Drive produce una forza di 1.2 millinewtons per kilowatt, nel vuoto.

Vi sono motori spaziali ad elettricità che producono spinte maggiori, come l’Hall thruster, che usa un flusso di plasma a 70.000 km/h capace di produrre una spinta di 60 millinewtons per kilowatt; ma questi motori utilizzano anche propellente, pesante da trasportare e limitato nella sua disponibilità.

Altri sistemi di propulsione che non usano carburante sono le vele solari, che utilizzano i raggi di luce solare per generare una spinta, e generano una forza assai minore: circa 6.67 micronewtons per kilowatt.

E’ per questo che, se l’EM Drive funzionasse, sarebbe davvero un’invenzione fenomenale: permetterebbe motori leggerissimi alimentati ad elettricità, e a lunga durata.

E’ importante notare che per ora la versione disponibile dell’articolo è stata riportata soltanto da un gruppo di ricercatori, non è stata sottoposta a peer review e non è stata pubblicata da un giornale accademico.

Si tratta quindi di informazioni non verificate al 100%, che tuttavia dovrebbero trovare conferma nei primi test del motore nello spazio vero e proprio, programmati per i prossimi mesi dalla NASA.


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