Dei ricercatori hanno localizzato una zona del cervello connessa alla depressione

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La depressione è una malattia che molte persone liquidano come una semplice questione di forma mentale, ma che in realtà è molto più grave e connessa anche a caratteristiche fisiologiche del cervello.

Un team di ricerca internazionale dell’università di Warwick e dell’Università di Fudan (Cina) ha appena pubblicato uno studio che sembra indicare con precisione dove risiede l’origine dei disturbi depressivi nel nostro cervello.

“Più di 1 persona su 10 soffre di depressione nel corso della sua vita, un disturbo che nella nostra società è estremamente comune. Per rendere l’idea, il farmaco prozac contro la depressione fu utilizzato così tanto a partire dagli anni ’90 a Londra che è possibile trovarne tracce nell’acqua di rubinetto” afferma Jianfeng Feng, membro del team di ricerca e professore a Warwick.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista di neurologia Brain, la depressione origina da cambiamenti nei pattern di connessione in un’area del cervello detta corteccia frontale, precisamente nella zona della circonvoluzione frontale inferiore.

Detta anche corteccia orbito-frontale, questa zona si trova semplicemente al di sotto dell’orbita oculare. I ricercatori hanno utilizzato tecniche di imaging a risonanza magnetica per realizzare scansioni cerebrali di 900 persone, delle quali 421 erano pazienti affetti da gravi disturbi depressivi.

Hanno scoperto in questo modo che la sensazione di essere “persi” o l’avere bassa autostima erano direttamente connessi a questa particolare zona del cervello.

Comprendere la depressione

La corteccia orbitofrontale si può dividere in 2 zone: mediale e laterale.

La corteccia mediale si attiva nel momento in cui riceviamo una ricompensa, o ci sentiamo appagati. E’ quindi connessa ad una condizione in cui ci sentiamo soddisfatti, e nei pazienti affetti da depressione ha mostrato una minore attività.

La minore connettività della corteccia mediale determina anche minore efficienza nell’attività mnemonica a livello dell’ippocampo (la depressione è stata connessa a cattiva memoria).

La corteccia orbitofrontale laterale, al contrario, ha esibito maggiore attività nelle persone affette da depressione. Questo settore si attiva in caso di insoddisfazione o quando veniamo puniti in qualche modo.

La corteccia laterale ha profonde connessioni con il precuneo (che è in relazione con il senso che abbiamo di noi stessi) e la circonvoluzione angolare (in relazione al richiamo di memorie e l’attenzione).

Quando questa zona presenta grande attività, è come se rendesse difficile alle persone di sentirsi bene a causa del continuo richiamo ad esperienze negative.

Questo studio potrebbe aiutarci a migliorare drasticamente la vita di milioni di persone nel mondo, grazie allo sviluppo di trattamenti mirati che sfruttino queste informazioni.