Un virus potenzialmente letale trasmesso dalle zecche si sta diffondendo in Europa occidentale. Fortunatamente, per ora vi sono stati soltanto 2 casi di infezione

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Un temibile virus trasmesso dalle zecche, che uccide il 30% degli individui infetti, ha iniziato a diffondersi anche in Europa Occidentale, per la prima volta.

Finora i casi di infezione sono soltanto due, di cui uno mortale, e si sono verificati in Spagna. Ma il Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie (ECDC) ha già messo in guardia i turisti che fanno escursioni nell’area, e soprattutto i lavoratori nel settore agricolo.

La malattia causata dal virus si chiama Febbre emorragica di Crimea-Congo (CCHF), e viene trasmessa dalle zecche agli animali da allevamento. Gli animali sviluppano raramente sintomi se infettati; nell’uomo invece il virus causa febbre, vomito, e forti emorragie interne (sanguinamento).

 

 

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Una zecca Ixodes holocyclus prima e dopo aver succhiato il sangue.

 

Nel giro di 2 settimane, il 30% dei pazienti infettati muore, e attualmente non esiste un vaccino. CCHF può essere contratto sia tramite il morso delle zecche, sia tramite l’esposizione a fluidi corporei di animali infettati. Molto spesso vengono infettati gli operai dei macelli, a contatto con il sangue degli animali; in Pakistan, il virus ha causato 20 morti soltanto quest’anno.

Finora CCHF era confinato ad Asia, Africa, e Balcani; ad Agosto 2016, invece, si è verificato il primo caso di infezione in Spagna, ad Avila. Un uomo di 62 anni è stato morso da una zecca, ha sviluppato la malattia, ed il 25 agosto è deceduto dopo un breve ricovero.

Durante il ricovero ospedaliero ha trasmesso l’infezione ad un infermiere, che fortunatamente è sopravvissuto.

Il virus è stato probabilmente trasmesso da uccelli migratori, provenienti dal Marocco.

 

C’è da preoccuparsi? La buona notizia è che questo virus viene raramente trasmesso all’uomo, poiché non costituisce una preda preferenziale per questa specie di zecca (genere Hyalomma).

“Nonostante il virus sia presente tra Spagna e Portogallo fin dal 2010, il primo caso di infezione l’abbiamo registrato adesso ad Agosto 2016. Il rischio di trasmissione è molto basso.” afferma Herve Zeller dell’ECDC rivolgendosi a New Scientist.

Ma rischio basso non significa rischio nullo, e quindi l’ECDC ha messo in guardia i turisti nell’area consigliando pantaloni lunghi e lozioni repellenti per evitare i morsi di zecca.

“La probabilità di contrarre infezioni da CCHF in Spagna è molto basso. Tuttavia, possono verificarsi casi isolati.” hanno concluso.

 

https://www.newscientist.com/article/2105953-travellers-warned-of-fatal-tick-borne-disease-in-western-europe/


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