Scoperto un pianeta simile alla Terra a soli 4 anni luce da noi. Potremmo riuscire a visitarlo con le sonde già tra 50 anni

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Siamo in un periodo di grandi rivoluzioni dal punto di vista astronomico, con scoperte incredibili che si susseguono e nuove tecnologie per il viaggio spaziale in via di sviluppo.
 
Pochi giorni fa, un team dello European Southern Observatory (ESO) ha annunciato la scoperta di un nuovo esopianeta nella zona abitabile intorno a Proxima Centauri, una stella nana rossa situata nel sistema stellare più vicino a noi, Alpha Centauri.
 
La notizia è incredibile, poiché significa che un pianeta simile alla Terra si trova soltanto a 4.2 anni luce da noi, e potrebbe contenere acqua liquida, possedere un’atmosfera, e ospitare la vita.
 
“Molti esopianeti sono stati scoperti, e molti verranno scoperti in futuro, ma la scoperta del pianeta simile alla Terra più vicino al nostro sistema solare è stata la più grande esperienza della nostra vita” ha affermato Guillem Anglada-Escudè, parte del team e ricercatore dell’università Queen Mary di Londra.
 
Il team è stato in grado di individuare il pianeta (di nome Proxima b) osservando Proxima Centauri nella prima metà del 2016, e confrontando i dati con le precedenti osservazioni nell’arco di 16 anni, raccolte dai telescopi di tutto il mondo.
 
Quel che sappiamo sul pianeta è che è 1.3 volte la Terra, ed è quasi certamente roccioso. Orbita a circa 7 milioni di km di distanza dalla sua stella, e impiega 11 giorni per completare la sua orbita.
 
La temperatura media sulla sua superficie è di -40 gradi celsius, ed esiste la possibilità che sia dotato di atmosfera e acqua liquida sulla superficie.
 
Avremmo bisogno di ulteriori osservazioni per confermare questi dati, ma la buona notizia è che Proxima b si trova così vicino alla Terra che potrebbe essere raggiunto dalle sonde già nei prossimi 50 anni di esplorazione spaziale.
 
In particolare, il progetto Starshot guidato da Stephen Hawking, Mark Zuckerberg, e il milionario russo Yuri Milner intende inviare stormi di nanosonde (delle dimensioni di un francobollo) verso Alpha Centauri, usando un sistema di propulsione laser comandato dalla Terra.
 
In pratica, le microsonde verranno accelerate al 20% della velocità della luce grazie a dei raggi laser da 100 miliardi di watt sparati dalla superficie terrestre o da stazioni posizionate in orbita (per eliminare l’assorbimento atmosferico).
 
Che dire quindi… speriamo di vivere abbastanza per poter assistere a tutto questo 🙂
http://news.nationalgeographic.com/2016/04/160413-fast-facts-stephen-hawking-starshot-space/
http://www.sciencealert.com/tktk-eso-announcement

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